Lequile è un comune di 8.501 abitanti della provincia di Lecce, situato a circa 7 km dal capoluogo.
Monumenti e luoghi di interesse
Fulcro della vita sociale è la centrale Piazza San Vito, sulla quale si affaccia il palazzo sede del Comune.
La cittadina annovera numerose testimonianze architettoniche, tra le quali spicca il Convento dei Francescani, tipico convento della riforma francescana costruito tra il 1613 e il 1619 ed adorno di pitture seicentesche; al suo interno sono da citare il bel chiostro e l’adorno refettorio.
Non chiare le origini del convento: opera, secondo il Foscarini, di Fra’ Silvestro da Lequile, mentre, secondo gli studi del 1982 di Padre Francesco Perrone, la costruzione sarebbe opera di uno sconosciuto architetto locale.
Da citare, infine, la biblioteca intitolata a S. Francesco rientrante nel circuito delle “Biblioteche di Terra d’Otranto” e provvista di numerose cinquecentine, seicentine e settecentine.
La Chiesa di San Nicola o del Redentore a croce greca che presenta un’ammirevole facciata seicentesca, su cui si ergono un grande arco ed une cupola ottagonale rivestita di piastrelle maiolicate policrome.
All’interno, l’altare maggiore, dedicato al Crocifìsso, è sormontato da un affresco risalente al 1692. Riveste notevole interesse storico-artistico, in quanto importante testimonianza di architettura sacra del XVIII secolo.
Fu costruita sull’area di una precedente chiesa (con l’aggiunta nel 1834 della navata trasversale e dell’abside), su disegni del 1723 di Mauro Manieri; fu terminata nel 1746 come afferma una larga iscrizione sulla facciata.
La Chiesa Matrice è sormontata da un’ampia cupola ed è fiancheggiata da un campanile a cinque piani, completato dall’architetto Russo di San Cesario nel 1896, decorato con bifore, sormontato da un cupolino a forma piramidale.
L’interno, a croce latina, presenta sei cappelle, il cupolone dell’altare maggiore e due altari nel transetto,il parroco attuale è don Luciano Forcignanò.
La Chiesa barocca di San Vito, dedicata al santo martire nonché patrono della città, costruita tra il 1661 ed il 1670 su progetto di Salvatore Miccoli. Si ricorda di essa l’imponente cupola a ceramiche finemente colorate e le nove grandi tele, che rappresentano storie di Santi.
La Chiesa di Santa Maria della Consolazione (detta anche di S. Susanna), edificata nel XVII secolo in stile barocco, anche se non sfarzoso, è caratterizzata da un portale con decorazioni a più fasce lisce, recante al centro la statua della Vergine su un capitello ionico.
Nella frazione di Dragoni, oramai interamente inglobata nel nucleo dello stesso centro abitato di Lequile, spiccano la Chiesa Parrocchiale di S. Basilio Magno, costruita nei primi del Seicento in sostituzione della precedente Chiesa di Santa Maria della Stella.
Chiesetta della Madonna di Costantinopoli (1639) conosciuta come Madonna del Solano.
Il Frantoio Ipogeo, in origine collocato fuori dal nucleo urbano, è attualmente posto sotto il monumento ai caduti, in via S. Basilio, nella piccola frazione di Dragoni.
Costruito probabilmente tra il XVI ed il XVII secolo, è un esempio della culturale rurale e contadina di Lequile. In questo luogo, infatti, alcune persone vivevano dai sei agli otto mesi all’anno per la lavorazione e la trasformazione delle olive in olio.
Presenta una pianta di tipo longitudinale; si accede attraverso una scala a rampa retta che scende a quota - m. 4.00.
Tutto il frantoio è interamente scavato nel banco roccioso.
Varcata la scala si accede nel vano della molitura, all’interno del quale sono visibili diverse sciave ed altri ambienti di cui si ignora l’esatta destinazione. Vi sono anche delle stalle per gli animali che facevano girare le macine.
Durante il periodo natalizio viene aperto al pubblico ed utilizzato per l’allestimento di un presepe vivente.
Altri monumenti degni di nota: il Castello dei d’Enghien, situato nella piazza principale e giàproprietàdei principi Ruffo. Notevole per i suoi vasti ambienti e per le numerose sale che lo compongono, l’attuale edificio venne probabilmente ampliato nella prima metàdel XVII secolo, con oratorio nel piano superiore e una magnifica biblioteca privata.
Al piano terra è annessa una cappella dedicata a S. Giorgio. Il Palazzo dei Saluzzo con ampie finestre e vasto loggiato.
Palazzo Caiaffa è un edificio bipiano con una bellissima balconata, a colonnine, che corre lungo tutta la facciata, prolungandosi anche su un ampio terrazzo.
La stessa balconata è sostenuta da numerosi mensolini antropomorfi e con decorazioni vegetali.
La Colonna situata nella piazza principale, sormontata da una statua di San Vito, scolpita in Pietra leccese nel 1694 dal sindaco dell’epoca Oronzo Rossi, sul modello del barocco napoletano. Essa ha pianta triangolare e termina con la statua del santo protettore di Lequile.
Nel Comune è inoltre presente un menhir detto “Aia della corte” , a dimostrazione che la zona fu abitata sin da epoche remote dall’uomo. Scoperto nel 1922, esso è un parallelepipedo dalle dimensioni 2,80×42x35cm.
Presenta dei solchi.
Non è chiaro l’uso e la destinazione di questi monumenti, che, sin dai tempi antichi, nel Salento, hanno avuto funzioni rituali.
Recenti studi hanno dimostrato come queste “Pietre Fitte”, sia per la forma, la posizione e l’orientamento, potrebbero essere cippi per delimitare le centuriazioni romane.
[Fonte: wikipedia]
