Massafra è un comune di 31.984 abitanti della Provincia di Taranto, famosa per il suo Carnevale.
È posta ad un’altitudine di 110 m sul livello del mare e copre una superficie di 125 km2.
Massafra è stata anche soprannominata “Tebaide d’Italia”.

Torre dell’Orologio

La “Torre dell’Orologio” si trova in piazza Garibaldi, all’inizio di via Vittorio Veneto, con fronte a via Laterra.
Costruita agli inizi del XVIII secolo dal feudatario Michele II Imperiale come torre civica, raggiunge un’altezza di 22 m ed è dotata di campane settecentesche. Presenta una decorazione in stilebarocco, in accordo con la coeva chiesa di San Benedetto. Rappresenta il simbolo civico del paese.

Castello di Massafra

Il “Castello di Massafra” si trova nel centro storico, in località lo Pizzo e si affaccia sulla gravina San Marco.
La sua struttura e i motivi architettonici sono simili ad altri castelli pugliesi, con quattro torrioni disposti a quadrilatero e legati da cinte murarie.
Le torri più antiche sono a pianta circolare mentre il torrione a sud-est è ottogonale.

Le prime notizie sicure del castello risalgono al 970.
In un diploma del 1081 il castello risulta di proprietà di Riccardo Senescalco.
Con il dominio angioino, il castello assunse l’aspetto di un fortezza con bastioni e torri merlati.
Subì ulteriori trasformazioni sotto gli Aragonesi e nel XVIII secolo la famiglia Imperiale ricostruìla torre ottagonale e la facciata verso la gravina, opera dell’architetto leccese Mauro Manieri.
Il castello passò successivamente in possesso di diversi proprietari e fu infine acquistato dal Comune.

L’ingresso principale, su via La Terra, è tramite un ampio portale da cui si acccede all’ atrio, con al centro un pozzo ed una rampa che portava al ponte levatoio, di cui sono ancora visibili le carrucole.
Da una scala d’onore si accede agli ambienti della residenza signorile. Si conservano locali adibiti a diversi usi: scuderia, fienili, armeria, prigioni (corrispondenti alle torri su via La Terra e alla torre ottogonale), magazzini, neviere e pecerie (dove si conservava la pece per le fiaccole).
Vi era anche una cappella dedicata a San Lorenzo.
Secondo la tradizione popolare esistono passaggi segreti e una galleria che collega il castello al mare.

Negli anni recenti sono stati eseguiti diversi restauri alla struttura. Nel 1965 venne riparata la torre a sud-ovest, che era crollata e nel 1975 il parapetto che era franato.
Intorno al 2000 gli ambienti interni del castello sono stati restaurati, sostituendo le chianche originarie con lastre di marmo e intonacando le pareti; è stato inoltre costruito un moderno ascensore.
Gli ambienti del castello sono utilizzati come sede della “Biblioteca civica” e del “Civico museo storico-archeologico della civiltà dell’olio e del vino”.

Nel 2007 il castello è stato immortalato, come simbolo della città, in un francobollo dedicato a Massafra, emesso il 13 febbraio.

Il “Civico museo storico-archeologico della civiltà dell’olio e del vino” è stato inaugurato nel giugno 2003.
Insieme alla biblioteca comunale, è ospitato negli ambienti al piano terra del Castello.

Le raccolte comprendono oggetti d’uso quotidiano ed attrezzi tradizionali, testimonianze della vita rurale tra il XVI secolo ed i primi anni Cinquanta del XX secolo, legati alle produzioni tipiche del territorio massafrese.
Tra questi si conservano una pressa del XVI secolo e un frantoio a tre macine del XVIII secolo.
Nell’aprile 2005 è stata allestita una mostra permanente la Bottega del Carradore o Maestro d’Ascia Dal 12 aprile 2007 il museo fa parte del Fondo per l’Ambiente Italiano.

Palazzo De Notaristefani

Il palazzo signorile de Notaristefani, situato sulla “Strada Maggiore” (attuale via Vittorio Veneto), è attualmente la sede di rappresentanza del Comune.
Si conservano un giardino interno e due caratteristici camini ottogonali sulla terrazza superiore.
Al palazzo è annessa una cappella del XVII secolo dedicata alla Santissima Trinità.

Municipio

Il municipio di Massafra, ubicato in piazza Garibaldi, venne costruito nel 1841, su progetto dell’architetto Campanella e per volontà del sindaco De Carlo. Ha sostituito il vecchio municipio all’interno del palazzo La Liscia, nel rione dei Santi Medici.Ospita la sala consiliare e il “Teatro comunale”

Chiese

Chiesa Madre

La “Chiesa Madre”, dedicata al Santissimo Crocifisso, fu la prima chiesa ad ospitare il “Capitolo collegiale”.
Fu costruita nel XVI secolo su un’antica cripta, forse dedicata a San Lorenzo e fu consacrata da monsignor Giacomo Micheli l’11 febbraio del 1582.
Nel XVIII secolo venne ricostruita la parte terminale e vennero aggiunti all’interno degli altari, che coprirono gli affreschi cinquecenteschi.

La chiesa presenta la facciata e i fianchi ad arcate cieche, coronate da caditoi simili a quelli presenti sul castello.
La facciata, con rosone è coronata da un timpano che ospita la statuetta chiamata “Sante Miseriédde”.
All’interno ospita il Cristo sospirante.
Vi ha sede la “Venerabile arciconfraternita del Santissimo Sacramento”, fondata nel Cinquecento.

Santuario della Madonna della Scala

Il santuario è situato all’interno della gravina omonima ed è accessibile tramite una maestosa scalinata di 125 gradini, che secondo la tradizione popolare non possono essere contati, in quanto scendendo le scale risulta un numero e salendo un numero diverso.

L’attuale santuario, dedicato alla Madonna della Scala, fu costruito sopra una cappella pi√π antica a partire dal 1729, su progetto dell’ingegnere Scarcia di Taranto, e venne terminato ed aperto al culto nel 1737.
La facciata è in stile barocco e l’interno è a croce latina.

Sull’altare maggiore è collocata l’icona della Madonna della Scala.
Alle pareti si trovano altri sei altari, tre per lato: vi si conservano un dipinto di Nicola Galeone che rappresenta il Miracolo delle cerve e sedici tele seicentesche, opere della scuola di Cesare Fracanzano, raffiguranti Apostoli ed Evangelisti.

La devozione verso la Madonna della Scala trae origine dal “Miracolo delle Cerve”: secondo leggenda alcuni pastori videro questi animali soffermarsi ripetutamente presso un masso tufaceo sul quale si conservava una raffigurazione affrescata della Vergine, resto di una piccola cappella crollata.
L’evento, ritenuto un segno miracoloso, diede vita a pellegrinaggi devozionali e alla costruzione di una chiesa, in seguito sostituita da quella attuale.

Chiesa dei Santi Medici

La chiesa, dedicata ai santi Cosma e Damiano è situata nella cosiddetta “Serra”.
Anticamente si trovava sul luogo un grotta detta “della Salute”, dove sgorgava dell’ acqua ritenuta miracolosa. La fonte era stata dedicata ai Dioscuri, e con l’avvento del cristianesimo venne dedicata ai due “Santi Medici”.

L’attuale struttura risale al 1720 e presenta un’unica navata a pianta rettangolare.
Vi si conservano affreschi del Settecento e un piccolo affresco cinquecentesco con i Santi Medici, collocato presso la sacrestia.

Durante la festa dei Santi Medici (27-29 settembre) parte da qui una processione, con le statue portate dai “muschier”, che percorre l’abitato fino all’ospedale “Matteo Pagliari”.

Santuario della Madonna di Tutte le Grazie

Il santuario mariano dedicato alla Madonna di Tutte le Grazie è ubicato nelle parte sud della gravina della Madonna della Scala, in corrispondenza delle “Forche”. Venne costruito tra il 1648 e il 1655, in seguito alla miracolosa apparizione della Vergine ad una pastorella, alla quale chiese la costruzione di un santuario sul luogo stesso.
Secondo la tradizione la giovinetta andò a riferire l’accaduto al vescovo di Mottola, Tommaso Aquino, il quale tuttavia inizialmente non le credette e fu convinto a costruire il santuario solo in seguito ad una serie di intemperie.

L’edificio è ad una solo navata con quattro altari laterali. A destra dell’altare maggiore si conservano i resti della chiesa rupestre di Sant’Eustachio. All’esterno ci sono i resti di altre due chiese rupestri: Santa Maria Maddalena e Santa Parasceve.

Santuario e convento di Ges√π Bambino

Il tempio sorge nell’omonimo rione, in dialetto U’ Bommin, in largo Ciura ed è affiancato da un convento francescano.

L’origine del santuario è legata ad una statuetta in cera di Ges√π Bambino ritenuta miracolosa.
La statuetta, acquistata la vigilia di Natale del 1846 da Isabella Accoliti Gil, sposata al nobile massafrese Francesco Broiaavrebbe infatti trasudato e tre anni dopo vi sarebbero comparse tracce di sangue. Alle preghiere rivolte da donna Isabella alla statuetta sarebbe inoltre stata attribuita la guarigione del marito, colpito da emorragia.

Il re Ferdinando II diede il permesso di costruire il santuario dedicato alla Prodigiosa Statuetta nel 1850: la chiesa e l’annesso convento vennero progettati dall’architetto Simone Sante di Conversano e la chiesa fu aperta al culto nel 1858 da Bartolomeo D’Avanzo, vescovo di Castellaneta.
Nel 1945 divenne parrocchia e nel 1956 ebbe il titolo di santuario.

La chiesa è costituita da una sola navata, con quattro cappelle laterali. La facciata è in stile neoclassico, affiancata dadue piccoli campanili a cupoletta.
All’interno una teca custodisce la statuetta miracolosa; su di essa è collocata una corona d’oro donata dal cardinale Benedetto Aloisi Masella in occasione delle celebrazioni centenarie del miracolo nel 1950.
Il santuario è una delle cinque chiese d’Europa dedicate a Ges√π Bambino.

Chiesa e convento di San Benedetto

La chiesa venne edificata verso la fine del Seicento in stile barocco pugliese, per volere testamentario di donna Maddalena Capreoli.
I lavori iniziarono nel 1710 su progetto dell’ingegnere Donato Toselli, della scuola dell’architetto leccese Mauro Manieri, e venne terminata nel 1765 con denaro dell’”università” (la comunità paesana).

La chiesa ha una ricca facciata barocca ed è ad una sola navata con altari laterali, con tele di Domenico Carella e di Vincenzo Fato. L’interno è decorato a stucchi di color avorio su fondo azzurro realizzati da Saverio Amodeo nel 1764.
Il pavimento del presbiterio è in marmo e al centro vi è raffigurato l’antico stemma di Massafra. Nel coro vi è uno splendido organo a mantice del 1768.

Chiesa di San Lorenzo

La chiesa dedicata a San Lorenzo è sede del “Capitolo collegiale” ed è chiamata anche “Chiesa Nuova”.

La sua costruzione fu iniziata nel 1853, su suolo donato dalla marchesa Pizziferri e su progetto dell’architetto A. Bruni di Napoli e fu completata a cura dell’allora arciprete Antonio Ladiana.
I lavori ebbero termine nel 1931 su disegno dell’ing. G. Giorgio di Roma.

Il colonnato esterno è di pietra locale, tagliata nelle cave di Citignano e l’interno ha pianta a croce greca, coperta a cupola, con capitelli scolpiti ed una larga iscrizione in latino sul cornicione riportante la preghiera dell’Ave Maria.
Tra gli altari laterali spicca quello del Sacramento; vi si conservano tele e statue, molte delle quali provenienti da altre chiese antiche, come l’ex chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.

La chiesa, ben visibile da qualunque punto del circondario per la grande cupola che sovrasta l’abitato, è divenuta, assieme al Castello ed ai ponti, uno dei simboli della città.

Chiesa di Santa Lucia

La piccola chiesa di Santa Lucia sorge a sud dell’abitato, presso la via Appia.
In origine doveva essere una cripta rupestre, forse di origine longobarda (VIII secolo).

Nell’XI secolo vi fu costruita una piccola chiesa ad una sola navata con abside, con la caratteristica copertura a due cupolette piramidate.
La costruzione è seminterrata e conserva resti di affreschi del XII secolo nella calotta absidale.

Convento dei Cappuccini

L’antico convento dei frati Cappuccini è costituito da un vasto edificio con venticinque celle dei monaci al primo piano e una serie di ambienti al piano terreno. Dopo la ricostruzione della vicina chiesa è in corso di restauro ed è destinato a sede di un centro giovanile.

Chiesa di San Francesco di Paola

Chiesa parrocchiale aperta al culto nel 1972, su un suolo donato da Francesco Viesti il quale espresse il desiderio di intitolare la nuova Chiesa a San Francesco di Paola, di cui portava il nome e del quale era devoto.Il progetto è dell’ingegnere Michele Giannico .In seguito è stata agguinta la torre campanari a stilizzata alta 25 metri .

Chiese minori

A Massafra si trovano anche piccole chiese nate come oratori privati o come cappelle di campagna.

* San Gaetano, in via del Santuario, costruita nel 1918, era una cappella rurale in seguito inglobata nell’ abitato.
* San Toma del XIV secolo ad una sola navata e volta a botte su archetti ogivali. Al suo interno ci sono le tracce di affreschi e sull’altare maggiore l’affresco dell’Incredulità di San Tommaso del 1809. Il retro della chiesetta coincide con l’unica porzione conservata delle mura medievali della città.
* Santissima Trinità, cappella del XVII secolo annessa al palazzo nobiliare De Notaristefani.
* Sant’Antonio abate, in via Vittorio Veneto, vicino al vecchio ospedale “Opera Pia Matteo Pagliari”. Vi si svolgeva il 17 gennaio, per la festa di sant’Antonio abate la benedizione degli animali che dava inizio al “Carnevale Massafrese”, secondo una tradizione tuttora in uso.

[Fonte: wikipedia]