Mottola è un comune di 16.348 abitanti della provincia di Taranto immerso nel territorio della Murgia.
È situata su una collina (387 m s.l.m.). È anche comunemente detta la “Spia dello Jonio” o “delle Puglie”.
Questo nome le è stato attribuito per la sua strategica posizione geografica; infatti, da alcuni punti della cittàè possibile notare tutto il panorama del golfo di Taranto.
Monumenti e luoghi di interesse
Il Centro Storico
Il centro storico nasce nel cuore della città, la sua particolaritàè quella di essere composto principalmente da case tinte di bianco.
Il centro storico rappresenta uno dei luoghi pi√π belli e pi√π importanti dal punto di vista turistico; oltre alla moltitudine di vie, si possono trovare delle piccole piazze, in tempi antichi luoghi di incontro per la gente del luogo.
La più famosa di queste piazze è “Largo San Nicola”.
La piazza prende il nome dall’antichissimo convento di S. Nicola edificato nella prima colonizzazione bizantina.
Altre piccole “piazze” sono quella di “Largo Chiesa Madre” che sino agli anni ‘30 ospitava una grande cisterna (della quale è ancora visibile il perimetro originale) e “Largo Mater Domini”.
Altra piccola caratteristica del centro storico mottolese è il suggestivo e storico “Arco Fanelli”, un arco posto in un’omonima stradina risalente al XV secolo che congiunge due isolati del centro.
Nel centro storico infine sono situate quattro chiese:la Chiesa dell’Immacolata Concezione, la Chiesa del Carmelo, la Chiesa del Rosario e la Chiesa Madre.
Nel estate del 1995 studi archeologi riportarono alla luce resti di poderose mura greche risalenti all’ etàellenistica (IV secolo a.C.).
Esse rappresentano il pi√π antico ed illustre monumento urbano mottolese.
La muratura, tipicamente greca, era formata da due cortine di blocchi di carparo ben squadrati, lunghi all’incirca 1,25 metri, ed alti circa 40-50 centimetri, e posizionati accuratamente a secco.
Lo scopo principale delle mura era quello di difendere la cittàdagli invasori che giungevano alla collina.
Le mura rivestivano per circa 1600 metri tutta l’ acropoli mottolese, e, recentemente, le ultime indagini archeologiche stanno dimostrando che un’ altura così importante strategicamente era giàabitata nella prima metàdel secondo millennio a. C. da popolazioni di cultura protoappeninica , ed era stata giàattivamente frequentata sia nell’Etàdel Bronzo che in quella del Ferro.
La Gravina di Petruscio
Il territorio di Mottola è ricco di gravine e di lame, disposte principalmente a sud del centro abitato. Tra le principali gravine vi sono quelle della Forcella, di San Biagio, di Capo Gavito e di Petruscio.
Sicuramente quest’ultima è la pi√π bella e la pi√π maestosa di tutto l’arco jonico: situata a sud-est del centro abitato, anticamente essa ha dato ripari alle civiltàlocali sino all’XI-XII secolo.
La gravina offre uno spettacolo immenso grazie alla quantitàdi grotte, tutte scavate a mano e quasi tutte comunicanti fra loro, anche se poste una sopra l’altra come se fossero veri edifici.
Nella gravina sono presenti anche chiese rupestri ricche di graffiti. Negli ultimi anni ai margini della gravina sono state anche trovate numerose tracce di resti di insediamenti medievali.
Durante la seconda guerra mondiale, le grotte del “villaggio rupestre” di Petruscio sono state utilizzate come riparo dai soldati polacchi.
La gravina di Petruscio è percorsa da un piccolo “fiume” che negli ultimi anni si è quasi prosciugato a causa della siccità, ma che continua tuttora a scorrere anche grazie all’acqua derivante dall’impianto idrico di depurazione della città.
Le Grotte di Dio
Verso la fine del I millennio, soprattutto sotto il dominio bizantino, grazie all’influenza dei culti orientali, nel territorio di Mottola e nelle zone circostanti i religiosi usavano deporre le vesti e dedicarsi alla preghiera.
Il religioso solitamente si dedicava al culto in piccoli monasteri rurali, fondando piccole comunitàmonastiche, o solitamente in delle grotte scavate anche a mani nude.
Il diffondersi di queste nuove forme di culto e dei piccoli monasteri si ebbe soprattutto sotto la dominazione normanna.
Con l’appoggio della Chiesa Romana le campagne pugliesi, tra cui quella mottolese, dovettero affrontare una “ricattolicizazzione”, per non lasciare traccia dei culti e delle influenze della chiesa bizantina che in seguito ad uno scisma si divise dalla chiesa cattolica.
Nonostante la cacciata dalle terre pugliesi, nel territorio di Mottola e nelle sue chiese rupestri è fortissima l’influenza architettonica di Bisanzio, in particolar modo nel culto delle immagini sacre all’interno delle cripte.
Queste immagini rappresentavano generalmente i Santi.
Fortunatamente, Mottola conserva ancora un notevole numero di queste “cripte” o “templi di culto”.
Tra le cripte pi√π importanti ricordiamo quelle di:
* San Nicola
* Santa Margherita
* Sant’Angelo
* San Gregorio
In queste cripte sono ancora conservate un notevole numero di affreschi religiosi.
I boschi
Il territorio di Mottola è particolarmente caratterizzato dalla presenza di zone boschive.
Sono presenti, infatti, boschi per circa 5800 ettari, ultimi lembi della grande foresta che fino alla fine dell’800 ricopriva gran parte della Puglia e della vicina Basilicata.
Tra i principali boschi vi sono quello di Sant’Antuono, quello di Lama Cupa e quello di Burgensatico.
Il bosco di Sant’Antuono, di proprietàdel comune, sorge su dodici collinette alte tra i 400 e 460 m s.l.m.
Situato nella parte nord-est della città, esso si estende per circa 520 ettari ed è un bosco prevalentemente di quercia di fragno.
Tra la fauna del bosco è da segnalare la presenza dei cinghiali, anche se il loro numero negli ultimi anni è diminuito, soprattutto a causa della caccia.
Il bosco di Lama Cupa, a nord della città, è situato nella zona di Dolcemorso.
Sorge su un soprassuolo di circa 200-300 m s.l.m.. Anche questo bosco è prevalentemente di querce, ma è da segnalare anche la presenza dell’Acero minore.
Il bosco di Burgensatico sorge su un altopiano posto a 276-300 m s.l.m.. Anch’esso è un bosco prevalentemente di fragno, ma la sua caratteristica principale è la notevole presenza di orchidee selvatiche.
La macchia mediterranea
La macchia mediterranea è presente in gran parte del territorio di Mottola, soprattutto nella zona delle grotte e delle gravine.
La macchia mediterranea si presenta sotto forma di boscaglia arbustiva che durante l’arco dell’anno non perde mai la sua folta vegetazione e il suo colore caratteristico.
Particolare è il paesaggio che si manifesta durante la primavera quando il territorio si riempie di una moltitudine di orchidee selvatiche.
Importante anche la presenza del rosmarino che caratterizza il paesaggio anche con il suo profumo.
[Fonte: wikipedia]
