Otranto è una cittadina di 5.483 abitanti della Puglia in provincia di Lecce, situata lungo la costa orientale della penisola salentina.
È la città pi√π orientale d’Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, fuori dal centro abitato, è il punto posto pi√π a est della penisola italiana.

Centro bizantino e pi√π tardi aragonese, si sviluppa attorno all’imponente castello e alla cattedrale.
Sede arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d’Otranto, che separa l’Italia dall’Albania, e alla Terra d’Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli.

Monumenti

I monumenti principali della cittadina di Otranto sono la cattedrale, col suo notevole pavimento a mosaico risalente agli anni 1163-1165, il castello al cui rafforzamento fece provvedere Federico II di Svevia, la chiesa bizantina di San Pietro, che costituisce la chiesa pi√π antica di Otranto, le mura angioine e il centro storico.

Si ricorda, inoltre, la piccola chiesa dedicata alla Vergine degli Abissi e la chiesa di Santa Maria dei Martiri.

Cattedrale

La Cattedrale di Otranto, edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, è stata consacrata al culto il primo agosto 1088 durante il papato di Urbano II.
Misura 54 m di lunghezza e 25 m di larghezza.
Costruita su 42 colonne monolitiche e tutte di riporto, diverse per qualità del granito e del marmo, per stile e tempo di produzione di cui si ignora la provenienza.
Composta da 23 semicolonne che formano 45 campatele quadrate pi√π tre dell’abside centrale suddivisi in 5 filari per 9.
Alcune delle colonne sono lisce ed altre ricoperte da scanalature, per mezzo della disparità dei materiali, grazie ad una disposizione sapiente, creano l’effetto di grande omogeneità e non di confusione.

Sulla facciata a doppio spiovente spicca un portale barocco del 1764 e un rosone rinascimentale a 16 raggi con fini trafori gotici di forma circolare con transenne convergenti al centro, secondo l’arte gotico-araba della fine del XV secolo. Il soffitto della navata centrale è formata a cassettoni in legno dorato e risale al 1698 mentre il paliotto dell’altare maggiore, in argento, è opera di oreficeria napoletana del ‘700.

Alcuni affreschi parietali situati all’interno del tempio e nella cripta evidenziano tracce bizantine.
Il pavimento a mosaico, in tessere policrome di calcare locale durissimo, è stato eseguito tra il 1163 e il 1166 da un gruppo di artisti capeggiati un monaco basiliano di nome Pantaleone, probabilmente del Monastero di San Nicola di Casole, su commissione dell’arcivescovo Gionata.
Questa vera e propria opera d’arte, unica nel Mezzogiorno, resistette all’invasione turca del 1480.
Si dispiega lungo tutta la navata centrale, sul presbiterio, l’abside e i bracci del transetto, e vi è raffigurato l’immaginario medievale, con ricchezza espressiva e secondo un senso di horror vacui che non risente dell’irregolarità dei tasselli né dell’assenza di plasticità.

Nella navata destra, in sette grandi armadi a muro presenti nell’abside, si conservano le ossa dei beati Martiri di Otranto.
Sono i resti di ottocento e pi√π cittadini sgozzati dai Turchi sul Colle di Minerva il 14 agosto 1480, per non aver voluto rinnegare la fede cristiana.
Otranto, per questo evento glorioso, è chiamata anche la ‘Città-martire’.
Alcune reliquie di questi beati si venerano anche nella chiesa di Santa Caterina a Formiello (Napoli).

Sempre all’interno della cattedrale, un altro ambiente di grande valore storico e artistico che risale al secolo XI è quello della cripta, dalla forma semianulare, con tre absidi sporgenti e cinque navate.
I meravigliosi capitelli risalgono ad ascendenze diverse, dal dorico-romanico, al corinzio e allo ionico.
I moderni restauri la hanno liberata dalle soprastrutture barocche settecentesche.

Chiesa Vergine degli Abissi

Da visitare, seppur piccolissima, è anche la chiesa della Vergine degli Abissi, dove tutte le decorazioni richiamano alla tradizione marittima: il pavimento, a mosaico, è decorato al centro con una stella di tradizione marinara, circondata da nodi Savoia o ad otto. Tutti gli arredi, l’illuminazione, richiamano ai temi del mare: dal cavalluccio marino, al delfino, all’ancora alla conchiglia, quest’ultima che riunisce una doppia simbologia: legata al mare da una parte, legata all’iconologia della perfezione dall’altra. Quest’ultima iconologia sarà riscontrabile in opere ed artisti noti: da Piero della Francesca a Salvador Dalì.
Chiesa di San Pietro

Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro è la prima chiesa di Otranto.
E’ uno degli edifici medievali del Mezzogiorno pi√π rappresentativi della tradizione costruttiva bizantina e rimane la pi√π alta e viva espressione dell’arte bizantina in Puglia.

La chiesa, risalente al VIII secolo, è situata nel cuore del centro storico della cittadina. Ha una pianta a croce greca inserita in un quadrato, con una cupoletta monolitica all’incrocio dei due bracci e tre absidi.
Originariamente era dotata di una porta laterale e di un altare risalente al Seicento.
All’interno si notano otto colonne, quattro libere e quattro semincastrate.
Di grande importanza sono gli affreschi. Essi raffigurano scene bibliche.
Sulla volta a botte della navata posta a nord-ovest campeggiano l’Ultima Cena e la Lavanda dei piedi. Nell’imbotte del braccio sud si nota il Battesimo di Cristo.

Cappella Madonna dell’Altomare

La Cappella dello Spirito Santo, conosciuta con il nome di Madonna dell’Altomare, si trova arroccata su un’altura che scende direttamente nel mare.
La sua storia è poco conosciuta.
In origine doveva essere una piccola struttura che divenuta ormai instabile venne ricostruita nel 1744 dagli otrantini.
Fu così che l’ampliarono e la resero pi√π agevole.
Diversi furono nel corso dei secoli i restauri effettuati, fra cui l’ultimo ha cercato di riportare l’edificio al vecchio splendore.

Santuario Santa Maria dei Martiri

Il Santuario è situato in una zona periferica a sud di Otranto e fu eretto in cima all’altura dove, nel 1480, furono decapitati gli Ottocento Martiri otrantini.

Si suppone che in questo sito ci fosse, in epoca precristiana, un tempio dedicato alla dea Minerva, per tale motivo questa zona viene ancora oggi chiamata Minerva. Dopo il tragico eccidio, il duca Alfonso di Calabria fece costruire questa chiesa, alla quale si accede dopo una lunga scalinata. Salendo, sulla destra, si nota una piccola cappella dove, originariamente, si trovava il sasso sul quale furono decapitati gli ottocento otrantini, oggi collocato in Cattedrale.
Sulla sinistra, invece, vi è una colonna che ci ricorda la morte, per impalatura, del carnefice Berlabei, che fu ucciso dopo essersi convertito al Cristianesimo.

L’attuale santuario barocco, costruito nel 1614 dove sorgeva l’antica chiesa dei Martiri, è dedicato a San Francesco da Paola, protettore di Otranto insieme ai Beati Martiri.
All’interno sulla sinistra, risalta un’epigrafe su lapide marmorea del 1880 che descrive tutto l’iter di quegli accadimenti. Lungo le pareti della chiesa vi sono, inoltre, alcune tavole marmoree recanti i nomi di alcuni Martiri. L’altare maggiore è realizzato in pietra leccese sempre in stile barocco.
Sul soffitto si può ammirare una grande tela riproducente la Presa di Otranto.

Il Castello di Otranto

Il castello di Otranto, che diede il nome al primo romanzo gotico della storia, è uno dei vanti della città e di tutta la Puglia.
Fatto costruire da Ferdinando I d’Aragona tra il 1485 e il 1498, il castello fu ideato da Ciro Ciri con la consulenza di Francesco di Giorgio Martini.
Al tempo in Piazza Castello, luogo dove si trova l’edificio, si ergevano delle fortificazioni risalenti al periodo della dominazione sveva con l’aggiunta dei ritocchi operati dai turchi intorno al 1480.
Sotto la giurisdizione aragonese, il castello venne circondato da un alto fossato e Ciri vi fece aggiungere tre torrioni cilindrici angolari. Sebbene la pianta del castello sia pentagonale, essa risulta piuttosto irregolare soprattutto a causa dei successivi rifacimenti risalenti al secolo XVI.
Nel 1578 infatti, sul lato dell’edificio che da sul mare, venne aggiunto un bastione a lancia con dei baluardi esterni per avvistare l’arrivo di navi e flotte nemiche. Sul bastione sono incisi gli scudi gentilizi di Antonio da Mendoza e di Don Pedro da Toledo, allora signori della città, mentre sul portone d’ingresso è scolpito lo stemma di Carlo V.

Cripte e Chiese Rupestri

Nel territorio di Otranto, ricadono numerose testimonianze di cripte bizantine e di chiese rupestri e rurali.

Le cripte sono disseminate lungo la Valle delle Memorie e lungo la Valle dell’Idro. Le cripte, tutte databili intorno all’anno mille, sono quelle di: San Nicola, del Padreterno e di San Giovanni, quest’ultima con annesse catacombe.

Nella parte pi√π meridionale del territorio otrantino, al confine con i comuni di Santa Cesarea Terme, Minervino di Lecce e Uggiano la Chiesa, sorge una caratteristica chiesa rurale della fine del seicento.
La chiesa a volta lunettata è dedicata alla Madonna della Serra e presenta tracce di affreschi. Attualmente è in stato di completo abbandono.

Manifestazioni ed Eventi

Festa dei Beati Martiri

I solenni festeggiamenti per i Beati Martiri di Otranto, protettori della cittadina, si aprono con la tredicina il 31 luglio in Cattedrale con la solenne esposizione dell’urna dei Martiri.
Poiché sono patroni non solo della città ma anche dell’Arcidiocesi di Otranto, la tredicina viene ravvivata e vissuta dall’intera diocesi attraverso le Vicarie (zone pastorali).
Ciascuna Vicaria è presente ed anima una serata della tredicina, la quale termina il 12 agosto.

Il 13 agosto è interamente dedicato alla commemorazione civile dell’eccidio di Otranto.
Nel tardo pomeriggio, il sindaco, l’Arcivescovo, le autorità civili, militari e religiose, dal palazzo comunale si recano presso il Monumento, in piazza degli Eroi. Deposta una corona di fiori, si tiene il discorso commemorativo.
Nella tarda serata, viene organizzata una veglia diocesana per giovani sul colle del martirio.

Il 14 agosto in Cattedrale si svolge il solenne pontificale presieduto dall’Arcivescovo con la presenza delle autorità, del presbiterio diocesano e di una larga partecipazione del laicato della diocesi.
Nel pomeriggio, si svolge la processione con l’urna contenente le reliquie dei BB.
Martiri trasportate per le vie della città dai giovani sacerdoti della diocesi hydruntina.

Il programma civile prevede l’addobbo con le luminarie delle strade, delle piazze e del lungomare, l’esibizioni di concerti bandistici e musicali e nella tarda serata, dopo la mezzanotte è previsto un suggestivo spettacolo pirotecnico.

Festa di San Francesco da Paola

Il culto per San Francesco da Paola deriva da un debito della città nei suoi confronti. Il Santo indirizzò queste parole al re Alfonso d’Aragona per avvertirlo di ciò che stava accadendo nella città salentina: Otranto, città infelice, di quanti cadaveri vedo ricoperte le tue vie, di quanto sangue cristiano ti vedo inondata.

Questa profezia, tuttavia, rimase tristemente inascoltata e i Martiri otrantini ne sono la testimonianza tangibile.
La città per riconoscenza dichiarò San Francesco compatrono.

La solennità religiosa ricade il 2 aprile, ma la festa si celebra una domenica di maggio, data che varia di anno in anno.
La festa si apre con la processione che parte dal colle dei Martiri e giunge presso Porta Terra (una porta del centro storico).
Qui, riprendendo un antico rito che risale al 1600, il sindaco di Otranto consegna la chiave della città al santo, quella stessa chiave che il podestà dell’epoca consegnò all’arrivo della statua in legno, realizzata dalla scuola veneziana.
Al rientro in Cattedrale, si celebra la Messa presieduta dall’Arcivescovo, con la partecipazione delle autorità. L’omelia è tenuta da uno dei sacerdoti ordinati nell’anno.

Per l’occasione, tutta la zona della Minerva prende vita grazie alle luminarie e alle bancarelle; infine in serata c’è lo spettacolo pirotecnico.

Festa della Madonna dell’Altomare

La festa della Madonna dell’Altomare si tiene la prima domenica di settembre.

Nella mattinata, tutte le celebrazioni si svolgono nella cappella della Madonna dell’Altomare e, nel pomeriggio la solenne celebrazione dell’Eucarestia è presieduta dall’Arcivescovo, nel piazzale sottostante la chiesetta.
Sono i pescatori di Otranto ad accompagnare la statua della Vergine, pregevole opera della fine dell’Ottocento, nel piazzale suddetto per la celebrazione della Messa e dopo al molo per la processione in mare.

Il peschereccio che accoglie la statua viene scortato da alcuni marinai, ai quali, tra l’altro, viene affidata la corona che verrà gettata in mare in memoria di tutte le sue vittime.
L’imbarcazione, seguita da un nutrito gruppo di altre barche, traghetta il simulacro della Madonna verso il Porto.
Dopo un breve giro al largo di Otranto, si sbarca e si ritorna, in processione, alla cappella.
Consuete, come sempre, le luminarie e, a conclusione della serata, i fuochi d’artificio.

Alba dei Popoli

Otranto, crocevia di culture, intreccio di etnie, come testimoniano i suoi monumenti e la sua storia passata e recente, celebra il legame del Salento con la civiltà mediterranea attraverso una rassegna di Arte, Cultura, Ambiente, Musica e Spettacoli.

L’ Alba dei Popoli è un’iniziativa che prende spunto dalla forza simbolica esercitata dal primo sorriso del sole del nuovo anno all’Italia. La luce che giunge dall’Oriente illumina per prima proprio questo lembo di territorio.

La manifestazione, la cui prima edizione risale al 1999, ha visto la partecipazione, nel corso degli anni, di numerosi artisti ed intellettuali di livello internazionale come ad esempio, Eugenio Bennato, Edoardo Bennato, Vinicio Capossela, Pino Daniele, Mario Biondi, Roy Paci, oltre ad una lunga serie di rappresentanti istituzionali dei Paesi del Mediterraneo.

Ogni anno, la Città dei Martiri, nel periodo delle festività natalizie, organizza la manifestazione programmando quasi un mese di eventi di vario genere, per ricordare a tutti che la prima luce del nuovo anno giunge in Italia dal Salento, da Otranto.

Eventi

* L’Alba dei Popoli (31 dicembre - 1° gennaio) è una rassegna di arte, cultura, ambiente, musica e spettacoli.
Attraverso questa manifestazione, Otranto, luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di civiltà, celebra il legame della Puglia con la civiltà mediterranea, prendendo spunto dalla forza simbolica esercitata dal “primo sorriso del sole” del nuovo anno all’Italia.
La storia antica e recente di Otranto, fondata sul dialogo tra le culture e sulla solidarietà, ha ispirato a partire dal 2000 questa iniziativa condotta congiuntamente dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Otranto.

* Il Premio Grinzane Terra d’Otranto[6] è un riconoscimento internazionale sul tema del confronto interculturale.
Presenta due sezioni: la prima per un’opera letteraria che tratta il tema della tolleranza e dell’integrazione e la seconda per una particolare attività nel campo della solidarietà e del dialogo.

* La Notte Rosa, tenutasi per la prima volta il 21 giugno 2008, è organizzata dall’Associazione dei Commercianti di Otranto (OCSO) e dal Comune di Otranto, con il patrocinio dell’Ufficio della Consigliera di Pari Opportunità della Provincia di Lecce.
L’evento è dedicato all’universo femminile con incontri culturali, musica e letteratura.

[Fonte: wikipedia]